Ancora simbiosi…

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Così come c’è stata subito una simbiosi tra me e mia sorella, così la percepisco tra Bernadette e lei, mia nipote. Si chiama Fatima, anche lei un nome importante, dedicato a Lei, la Madonna di Fatima, proprio perché mia sorella è nata nel giorno della Sua festività. 

Anche lei, Fatima, un miracolo…

Ha soli 3 anni e mezzo, ma sembra già un’anima vissuta…È cresciuta pregando per una cuginetta di cui non ne conosceva nemmeno il volto: “Gesù, aiuta Dette…” le sue parole! 

Da quando poi siamo tornate dall’ospedale è stato amore a prima vista, un dedicarsi affettuoso e speciale…appena la vede la chiama: DETTE! le prende l’orecchio tra le dita con una mano e con l’altra si ciuccia teneramente il suo dito. 

Non ha pretese ma ascolta quello che le dico, mi aiuta e la rendo partecipe nell’accudire Bernadette e questo la rende orgogliosa e felice. Adesso comincia qualche domandina e, alle mie attente risposte, il suo sguardo si sofferma su Bernadette e continua con un tenero abbraccio.

 Il suo gioco preferito è costruire un lettino dove accogliere le sue bambole, stando attenta a mettere i cuscini tutti intorno…

A volte dice quello che cerca in un determinato momento Bernadette, interpretandone i messaggi oppure ne sente la presenza quando non c’è. Un giorno ha detto: è arrivata Dette! Infatti con sorpresa noi eravamo lì…

Un altro giorno dice al suo papà: Dette è felice!

È molto strano, ma reale…

Bernadette è intrepida nel sentire la sua voce; la sua presenza per  noi è fonte di gioia che rompe la nostra quotidianità…ne avverte la presenza e aspetta il suo tocco.

La sua solarità illumina le nostre giornate a volte buie e la sua ingenuità ricca di bontà arricchisce ancora di più le nostre vite…

Diario di una mamma…

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Diario di una mamma è nato con l’idea di scrivere della sconosciuta malattia di mia figlia, una malattia di cui non si sa niente, che attacca il cervello all’improvviso, se ne impossessa e lo devasta…

Ma tu continui ad essere lì, ogni volta pronta per ricominciare , sfidando il tuo crudele destino…

E io ti sono vicina angelo mio in questo tuo cammino, in cui semini amore… dappertutto, e apri gli occhi all’amore, a chiunque ti incontri…

Diario di una mamma è semplicemente un inno all’AMORE…

(foto di cuori visti da persone mentre pensavano Bernadette)

Eleonora…e le cicale…

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Nessuna vita arriva sulla terra senza avere un senso ben specifico…

Beh quella di Eleonora ha avuto un senso meraviglioso: la sua è una vita/non vita che ha arricchito di AMORE la sua famiglia. 

Hanno creato una struttura che accoglie qualsiasi tipo di disabilità, abbattendo ogni “barriera”, da quella architettonica a quella relazionale..

Eh già, ci siamo sentiti a casa e in famiglia questi tre giorni vissuti qui in questo magnifico hotel di Abano Terme.

Bernadette è stata benissimo, in acqua poi come se fosse stato il suo posto speciale…

L’ha aiutata a rilassarsi e così abbiamo fatto anche noi, tra coccole e massaggi.

E poi loro…le cicale e il loro frinire ha reso il tutto ancora più d’effetto!

Semplicemente…un po’di “normalità”!

Sono sicura che i tuoi occhi Eleonora da lassù, guardando il tuo sogno quaggiù, gioiscono di felicità.

Grazie per aver reso tutto questo possibile!

…rendersi noto…

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In un sogno ti ho conosciuta, GLORIA il tuo nome, è rendersi noto

Ti sei presentata a me come il mio angelo custode, mi hai fatto visita…

Ti sei presentata a me come presenza femminile alata, con una luminosità eccelsa…

Ho compreso che sei sempre al mio fianco e che mi ami…me lo rendi noto ogni giorno in ogni momento! 

Dopo pochi giorni un regalo per me, inaspettato, da chi non sa…

ed eccoti qui, sei proprio tu mia GLORIA…

Carota uovo caffè…

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Una giovane andò dalla madre per lamentarsi della sua vita e di come le fosse difficile. Si sentiva sfiduciata, quando risolveva un problema se ne presentava subito un altro ed era stanca di lottare, tanto che credeva di darsi per vinta.

La madre la portò in cucina, prese tre pentolini, li riempì d’acqua e li pose sul fuoco. Quando l’acqua incominciò a bollire in uno mise delle carote, nell’altro delle uova e nell’ultimo dei chicchi di caffè. Lasciò bollire l’acqua senza dire una parola, mentre la figlia osservava con impazienza, domandandosi cosa la madre stesse facendo.

Dopo venti minuti la madre spense il fuoco.
Tirò fuori le carote e le mise su un piatto.
Tirò fuori le uova e le mise in una scodella.
Prese un colino, filtrò il caffè e lo mise in una tazza.
Guardando la figlia le disse: “Cara figlia mia, carote, uova o caffè: cosa scegli?”

La figlia stupita non rispose e la madre la fece avvicinare. Le chiese di toccare le carote, che la ragazza trovò cedevoli, la invitò a rompere un uovo, ormai diventato sodo e le fece annusare e assaporare la tazza di caffè fumante, dall’aroma ricco e profumato. Finalmente la figlia le domandò: “Cosa significa tutto questo, madre?”

La madre le spiegò che tutte le cose avevano affrontato la stessa avversità, “l’acqua bollente”, ma avevano reagito in maniera differente.

La carota, forte e superba, aveva lottato contro l’acqua, ma era diventata debole e molle.
L’uovo, così fragile nel suo guscio sottile che proteggeva l’interno liquido e nutriente, si era indurito.
I chicchi del caffè, invece, avevano fatto il miracolo: dopo essere stati nell’acqua, bollendo, l’avevano trasformata.

“Cosa scegli di essere, figlia mia? Quando l’avversità suona alla tua porta, come rispondi?
Sei come la carota che sembra forte, ma quando il dolore ti tocca diventi debole e priva di forza?
Sei come un uovo che nella sua fragilità nasconde un cuore tenero e un carattere buono, ma che le prove della vita induriscono? Il guscio sembra sempre lo stesso, ma l’interno è amareggiato e inaridito.

Oppure sei come un chicco di caffè, che cambia l’elemento che gli causa dolore e nel punto di ebollizione raggiunge il suo migliore aroma e sapore? Come un chicco di caffè, proprio quando le cose ti vanno male puoi reagire in maniera positiva e diffondere con il tuo atteggiamento “il profumo del caffè” intorno a te.
Le persone più serene e felici non sono quelle a cui tutto va bene, ma quelle che sanno prendersi il meglio della vita, nonostante tutto. Figlia mia, possa tu avere abbastanza gioia da renderti dolce, abbastanza prove da renderti forte e abbastanza speranza da renderti felice. Quando ti senti male e le difficoltà della vita ti sembrano enormi, cerca di salire ad un altro livello e l’acqua bollente si trasformerà in un caffè fragrante e profumato.”


Incontro di ANIME…

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Di poche parole è la tua anima, ma di ognuna ne conosco i pensieri, emozioni e sofferenze.

Un’anima silenziosa la tua, ma così espressiva

sfuggente, ma così presente

piccola, ma così grande

giovane, ma così vissuta…

Se è vero che le anime prima di incontrarsi si scelgono, beh…la tua tra tutte ha scelto la mia!

Un anno di te… 

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Un anno di te, un anno di confidenze e rivelazioni…sì, è stata una rivelazione per me sapere quanto sono stata bene conoscendoti…

Ho conosciuto poi persone che mai avrei potuto incontrare, storie straordinarie, e di nuovo tanto AMORE! Amore per la scrittura, per la conoscenza, amore per gli altri…il mondo vive di amore e questo non lo avrei mai saputo senza di te WP…

Grazie…

Mamma…

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​Mi sento mamma ogni volta che mi cerchi con la tua esile voce.

Mi sento mamma ogni volta che chiudi gli occhi al mio solo tocco.

Mi sento mamma ogni volta che ti prendo in braccio e ti lasci cullare e coccolare.

Mi sento mamma ogni volta che mi ascolti quando canto per te…

Mi sento mamma ogni volta che raccontandoti una storia ti addormenti serena…

Mi sento mamma ogni volta che avvicinandomi a te so che annusi il mio odore…

Mi sento mamma ogni volta che nel cuore della notte mi svegli e accogli la mia mano nella tua…

Mi sento mamma, la tua…

Ed io ti amo infinitamente…